lunedì 6 luglio 2015

La vita è varia

A volte mi lascio senza parole da sola.
Per certi comportamenti miei che inducono atteggiamenti altrui.

Ho persone verso le quali potrei perpetuare un omicidio sociale seduta stante, eppure.
Eppure con santa pazienza me le inculo, finché vengono beccolare a me.
Persone verso le quali ho nutrito le fantasie più sfrenate, nell'immaginarle legate ad un palo e io, a fianco loro, con un trapano in mano che perforo le loro cosce.
Persone che, grazie ai miei silenzi ai miei saper aspettare i momenti giusti, ora vengono a me in cerca di un consiglio, mi fanno le loro confidenze, dal "mi sono mollato con.." e mi sobbarco i piagnistei, al "pensa se fossimo vicini...".

Tutto bello no? No, perché certi giochi li porto avanti mesi e anni, nel giungere dove voglio e di mio ho una peculiarità. Perdo interesse se non ho un interesse tangibile. E il fatto di vedere che loro possano considerarmi una vera amica (quando non lo sono, di fatto), non mi è abbastanza.

Altra sera discutevo, di cose di tutti i giorni e  ne è uscita una frase nei miei confronti.
"Sei anaffettiva".
Boh, forse, di certo sono una che tende a sopravvivere, quindi d'istinto corazzo l'anima. E tendo a non legarmi più di tanto o a darmi troppo coi sentimenti.

Insomma, non mi si rompano troppo le palle e portare più in alto il vessillo del rispetto.

lunedì 9 febbraio 2015

Quindi

In questi due giorni ho conosciuto l'inferno, il purgatorio e un angolo di paradiso finale.
Ed ho pure il ciclo.
Ormonalmente quindi già non stavo predisposta e di certo le situazioni che mi si sono presentate non hanno agevolato il mio equilibrio psicologico.

Ho capito una, anzi, due cose:
1- mai prendere impegni (importanti) di lavoro quando ho il ciclo: già è difficoltoso prepararsi all'evento (come mi vesto? visto che in questi giorni sono gonfia come una mongolfiera e nulla mi sta bene, non mi piace), se poi lo affronti con il nervoso già di partenza, rischi di sfangare tutto e prendere decisioni troppo velocemente, dettate da un impulso insensato.
2-la seconda cosa che ho capito: mai fidarsi di nessuno.

Eppure oggi sto BENE: dopo un sabato notte/domenica primo pomeriggio passati sotto le coperte, a fare l'amore/sesso selvaggio, condito da morsi e sculacciate (il ciclo non è un problema, visto che si può ovviare in altri modi..), oggi mi sento purgata.

Tutto qua.



giovedì 5 febbraio 2015

Lavoro da maschio

Io da piccola desideravo avere il pisello.
Perché pisello significava (allora) essere e fare quello che non ero e non potevo.

-non potevo pisciare in piedi,
-non potevo impormi su mio fratello nella scelta dei canali alla tv,
-non potevo intrufolarmi nei giochi e/o compagnia dello stesso.
Non potevo insomma.

Essere la più piccola di casa (e per di più femmina) non mi ha mai giovato.

Esempio: io e mio fratello abbiamo fatto medesimo percorso scolastico, lui se ne è uscito con un 42/60 io con 58/60. A mio fratello lode (ma non gloria, che in casa son sempre stati avari nelle belle parole), a me venne detto "non hai fatto en plein".
Bruciano ancora (ma a livello personale) quei 2/60 di differenza.
Perché sono cartina tornasole di come mi son sentita maggior parte dei miei momenti salienti di vita.

La mancanza della terza gamba, il fatto di lavorare in un mondo maschile, mi ha deviata nella formazione del carattere. 
Da adolescente pseudo silenziosa, sono diventata un'adulta falsamente forte: partita da semplice tiralinee, tempera matite (con periodi estivi da commessa), ho plasmato l'ufficio a modo mio.
E vi assicuro che non sono cattiva nel mio lavoro: semplicemente carogna con chi merita, puttana con chi se la tira, indiana con chi mi stressa con troppe pretese.

Altro giorno mio fratello mi dice "quando arrivi tu, i clienti si zittiscono..". Ecco, anni fa, c'avrei perso pensieri assurdi a queste parole: ora so che son solo frutto dell'immagine che do. 
Chi mi conosce dal vero (credo) mi possa descrivere come una persona "simpatica, che prende le cose come vengono".
Precisiamo: simpatica lo sono quando ho tutti i pianeti allineati, prendo le cose che fanno comodo a me.
Lo facciamo tutti, del resto.

Dopo tutti sti anni di lavoro, ho capito che il pisello non lo voglio più. E non so manco se lo voglio continuare sto lavoro. Sto cercando idee alternative.
Ma non so ancora cosa voglio fare da grande, qua sta il punto.

Aspetto che il mio pargolo diventi maggiorenne (manca relativamente poco, ma soggettivamente è tanto): voglia di espatriare, sparire, ricominciare.



martedì 3 febbraio 2015

Cazzeggio vagoTrovo


................................... (sospiro) ...................................

Trovo che sia una foto ARTISTICA.
Così rappresentativa.

domenica 1 febbraio 2015

Viaggiare

Sto sul freccia, assieme al mio pupillo.
Sto rientrando da un we capitolino.
Embe direte voi. 
E certo dico io.

Parto ogni volta, lasciandovi un pezzo di cuore: ma ce lo lascio perché così ho la scusa di tornare a riprendermelo.
Già, perché a me proprio le scuse servono.

Nella capitale ci sta il mio alter ego al maschile: lui sa di me, io di lui. Nella misura giusta.
E mi ha fatto di una tenerezza "sentire" il suo cervello incasinato nelle sue storie.

Dico a te "anche se non ne fai parola, io capisco". 

Che vi posso dire: mi sono ricaricata l'anima, la panza. Ma abbiamo pure visitato luoghi belli e per me sono stati davvero interessanti.

Il cimitero acattolico: ci siamo andati perché li si trova la tomba che ha ispirato la copertina Once dei Nightwish. 
Ma ...sarà stato il tempo uggioso, di quelli che ti portano a star coi tuoi pensieri: insomma, luogo giusto e tempo giusto.
Abbiamo mangiato come dei maiali, in ogni dove.

Tra una digestione e l'altra, abbiamo ritenuto opportuno che il mio pargolo andasse a inzaccherarsi scarpe e calzini nella gelida acqua marina in quel del Lido di Ostia.
Panico zero: s'è cercata una lavanderia a gettoni e in mezz'ora era tutto asciutto.


In sunto così.
Ma non è così: molto altro c'è stato.
Il vedere negli occhi del mio pargolo la medesima nostalgia che mi prende, mentre volgiamo lo sguardo a lui, che ci ha appena salutati e si sta incamminando verso l'uscita della stazione. Senza noi.

Dico a te "grazie di tutto" e comunque resti sempre lo stronzo maledetto ( o benedetto che dir si voglia) a cui mai rinuncerò.

mercoledì 21 gennaio 2015

Scosse

Un tempo capitava, ora meno, che staccando una presa prendessi una leggera scossa.
Bhe.
Non devo di certo ringraziare mamma Enel, ma ultimamente ho preso varie scosse.

scossa 1 -  dopo mesi, anni?, mi son ritrovata sconfitta a letto dall'influenza. Ora la febbre è passata, mi fa ancora compagnia la tosse e la sinusite. Quindi la sera frigno con me stessa, mentre mi preparo l'aerosol, che io non lo voglio fare, ciabatto, no anzi, io cammino scalza a casa, da una stanza all'altra, trovando mille scuse per non farlo. Poi lo faccio: la parte adulta e coscienziosa in me vince.

scossa 2 - dopo sto periodo di down sanitario, venerdì scorso (sera), mi sento dire "ma tu vuoi stare seriamente con me?". Non sapevo che si potesse fare finta. Quindi questa innocua domanda ha frantumato quella sponda di cortesia che tiene a bada il mio lato peggiore.
In sunto, amici miei: io ho le mie dannatissime colpe, so benissimo che non sono facile da sopportare, ho i miei momenti di solitudine (o singletudine che dir si voglia), nonostante stia da quasi tredici mesi con lui... però.. se ci sono, sto. O cazzo, non troverete nel mio armadio alcuna tonaca monacale, perdereste il vostro tempo a cercarla.
Insomma facendola breve, ho tirato fuori, quello che covavo da tempo, che per chissà quale mia ragione personale tenevo per me.
Ho capito che quando si è in due, bisogna condividersi le cose (d'altronde me lo ha chiesto proprio lui, venerdì sera "parlami!").
Ebbeno ho ablato, mentra stavo in piedi vicino alla finestra, col fianco puntato al muro. Lui stava seduto sul divano: ho vuotato l'immondizia, come si suol dire. Alla fine l'ho guardato: lui piangeva.
Lo capite ora, orco due, perché io non parlo?


scossa 3 - questa parentesi di febbre, tosse e bla bla, ha portato con se ..che.. fumo meno. Ebbene sì: non fumo più un pacchetto al giorno. La metà. Non mi vanto, anzi. Perché so benissimo che domani posso tornare a fumarmi due pacchetti in un'ora come mi capitò una manciata di mesi fa.

scossa 4 - gente, penso di essere una persona bellina (nell'animo), eppure non mi capacito di come attraggo le merde. Dio sa, che ogni tanto tiro lo sciacquone. Non è ipnotico quel vortice d'acqua che si porta via lo stronzo del momento ? A me da soddisfazione, na lavata di mano (mejo un bidet)  e poi si riprende più leggeri no?

Tutto qua.

Alla prox: bacio.

sabato 10 gennaio 2015

Sveglia

Sabato, sveglia alle 6.30, lavoro.
E finché guidavo per venire al lavoro, ripensavo alle mattine che puntavo la sveglia ancor prima, per prendere un treno.
Scaletta di prassi: garage, macchina, autostrada, parcheggio stazione, bar caffè, bagno pipì, banchina binario1, attendo il muso della freccia argento che mi porterà via.
E finché aspetto saltello, cuffie alle orecchie, con Lzzy Hale che mi urla nel cervello, fumando una siga.


E poi tre ore di viaggio, di nulla esplosivo, se non io e la mia musica.
Ancor prima che il treno si fermi, comincio a respirare l'aria capitolina e rinasco.

Perché.

-viaggio senza bagaglio
-dove vado, sono protetta.

F/° 
Una cameriera con la divisa acciaccata.